lunedì 18 gennaio 2016

Fiera vecchia... si cambia! I 40 anni di ArteFiera a Bologna

A pensarci bene sembra uno scherzo. Arte Fiera Bologna, la fiera che in assoluto ho frequentato di più, compie già 40 anni, seconda in Europa per età solo ad ArtBasel. E se negli ultimi anni avevamo temuto stesse per cedere (leggete ad esempio il mio report dello scorso anno), l’anniversario darà sicuramente nuovo vigore a questa affascinante quarantenne. 

Come? Intanto rispetto al 2015 i padiglioni crescono di uno, così come le gallerie ospitate che sono quasi raddoppiate rispetto al 2013. I direttori artistici Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti sono confermati, con un palinsesto di mostre ed eventi collaterali degno dei dovuti festeggiamenti. Si comincia con il MAMbo che ospiterà la mostra Arte Fiera 40, con opere provenienti dalle gallerie che espongono in Fiera e una selezione - esposta nell’illustre Pinacoteca Nazionale - di 40 artisti italiani da Giorgio Morandi ai contemporanei (e quanti, se no?). 



Anche le sezioni della Fiera crescono e diventano cinque, con altre novità: il fulcro è come sempre la Main section con le principali gallerie d’arte moderna e contemporanea, all’interno del quale troverà spazio una speciale area curatoriale, denominata I protagonisti, con le gallerie Continua, Galleria Milano, Lia Rumma, Studio La Città, Tega. La sezione Solo Show offrirà uno spaccato dell’arte italiana e internazionale con stand realizzati da gallerie che propongono monografiche di grandi interpreti, dal moderno al contemporaneo. La sezione Nuove Proposte ospita le gallerie che presentano giovani di età inferiore ai 35 anni e ci sarà anche la terza edizione della sezione Fotografia realizzata in collaborazione con Mia Photo Fair-Milan Image Art Photo Fair, curata da Fabio Castelli (vi ricordate che l’anno scorso mi era parsa la sezione migliore?). Non mancheranno ovviamente le Conversations, per le quali rimando al sito ufficiale della fiera. 


Per me comunque non c'è novità che tenga, il vero evento di quest'anno è la proiezione di River of Fundament, l'ultimo allucinante film di Matthew Barney, uno di quegli artisti per cui potrei compiere una follia (finanziaria, s'intende!). L'appuntamento è per il 29 gennaio alle 17.30 al Teatro Comunale di Bologna. Super anteprima e orgoglio italiano. 


Allora, ci si vede là come ogni fine gennaio?  

lunedì 11 gennaio 2016

The stars look very different today: l'addio a David Bowie

Eccomi tornato a scrivere dopo le vacanze natalizie. Certo, avrei davvero preferito cominciare con un argomento diverso. Ne avevo anche parecchi in mente, Milano non è stata certo ferma in queste due settimane di festività e gli appuntamenti che ci aspettano sono tanti. Ma quando una stella del calibro di David Bowie lascia questo mondo è giusto rendere omaggio.

Come saprete di solito non mi lascio andare in commemorazioni, ma stiamo parlando di David Robert Jones, conosciuto da sempre come Bowie. Scelse questo pseudonimo all'inizio della sua carriera per non essere confuso con un altro cantante (Davy Jones): ancora non poteva sapere che non sarebbe stato confuso con nessun altro.



Bowie è unico e non parlo solo della sua musica, che può anche non piacere (anche se, ammettiamolo, l'abbiamo ballata tutti). Il Duca Bianco è stato trend setter, mistero, ribellione, imprevedibilità. Un'icona della moda che ha attraversato decine di fasi e identità: dissidente astronauta del folk-rock, poi alieno glam-rock, androgino, Ziggy Stardust con i capelli arancio e inaspettatamente elegante e con gli occhi azzurri (Thin White Duke), poi ancora un art rocker amante delle droghe (la fase di Berlino), hit-maker della new-wave, un hard rocker, un entusiasta techno e un impressionista jazz. Tutto e il contrario di tutto. 



Bowie ha liberato Berlino dal muro con Heroes, sdoganato la bisessualità con i suoi poliedrici travestimenti. Insomma, ha lasciato un segno sulla società oltre che nei cuori dei suoi fan. 


Non dimentico la sua carriera di attore, con alcuni ruoli memorabili in The Man Who Fell to Earth, Labyrinth, The Hunger, Twin Peaks: Fire Walk With Me e The Prestige, tra gli altri. 


Di artisti così ne nascono davvero pochi per ogni secolo e le celebrazioni della recente mostra internazionale ne sono solo una piccola prova. Quello che più mi sconvolge è che se ne sia andato silenziosamente solo qualche giorno dopo il suo 69esimo compleanno, lasciando un disco favoloso ancora da ascoltare e amare, forse un consapevole testamento. Il video di Lazarus, col senno di poi, ci commuove proprio per questo. 





Allora concedetemi questa parentesi nel mondo musicale per ricordare un grande del nostro tempo che di certo sarà fonte di ispirazione ancora per molte generazioni di artisti, in senso lato.

Ciao David, the stars look very different today... adesso sappiamo cosa significa.



ps: se volete vedere qualche foto poco vista di Bowie fate un salto a questo link.


lunedì 21 dicembre 2015

ArtLine: il progetto per il Parco di Arte Contemporanea a Milano prende forma

Ci siamo: quello che da tempo sembrava essere solo un progetto sta diventando realtà. Abbiamo sentito parlare tanto dell'idea di creare un parco di arte contemporanea nella zona CityLife e come sempre ci siamo divisi fra sostenitori e detrattori. Ora siamo alla resa dei conti: i curatori sono Roberto Pinto e Sara Dolfi Agostini, che hanno scelto di chiamare 30 artisti under 40 italiani e internazionali.


Non tutti i 30 artisti faranno parte del progetto finale. Ecco perché in questi giorni e fino al 10 gennaio potrete vedere gratuitamente le loro idee sotto forma di disegni, bozzetti, maquette, rendering, fotografie e video a Palazzo Reale. Un modo per partecipare attivamente al progetto, voluto dal Comune di Milano e farvi un'idea delle proposte, anche se poi sarà una super giuria a sceglierne 8.


Le opere andranno a costituire parte del percorso di ArtLine, realizzato a partire da aprile 2016, quando sarà posizionata la prima opera. A seguire tutti i lavori, che costituiranno un’esposizione permanente completamente integrata con le architetture di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind e con l’evoluzione naturale del parco di CityLife, progettato dallo studio Gustafson Porter.




Se non andate via per le vacanze di Natale, direi che una tappa a Palazzo Reale è obbligatoria per scommettere su chi vincerà e verificare poi se siete d'accordo con i giurati d'eccezione Charles Esche, Mary Jane Jacob, James Lingwood, Gianfranco Maraniello, Lea Vergine e Angela Vettese. I giurati saranno affiancati nel lavoro di selezione da Iolanda Ratti, conservatrice presso il Polo Arte Moderna e Contemporanea di Milano, in rappresentanza del Comune. 




Chi sono gli artisti selezionati? Eccoli tutti: Alis/Filliol, Giorgio Andreotta Calò, Maria Anwander, Francesco Arena, Riccardo Benassi, Rossella Biscotti, Mircea Cantor, Linda Fregni Nagler, Shilpa Gupta, Adelita Husni-Bey, Eva Kotátková, Maria Loboda, Armando Lulaj, Marie Lund, Nicola Martini, Haroon Mirza, Margherita Moscardini, Marlie Mul, Ornaghi e Prestinari, Amalia Pica, Wilfredo Prieto, Jon Rafman, Alice Ronchi, Matteo Rubbi, Timur Si-Qin, Elisa Strinna, Rayyane Tabet, Nico Vascellari, Serena Vestrucci, Xu Zhen (MadeIn Company).
Pronti a scegliere i vostri 8 preferiti? Io ho già le mie idee ma per ora le tengo per me... e parto per le vacanze! Buon Natale e all'anno prossimo!


foto via internimagazine.it  

mercoledì 16 dicembre 2015

Paola Pivi: arte contemporanea vs Rinascimento a Palazzo Strozzi

Firenze offre ancora un’occasione di confronto fra la sua fortissima identità rinascimentale e l’arte contemporanea grazie all’intervento di Paola Pivi nel cortile di Palazzo Strozzi che ha inaugurato solo qualche giorno fa. L’opera consiste in una colorata e surreale scala gonfiabile di oltre 20 metri che dominerà lo spazio cinquecentesco del palazzo fino al 28 febbraio. 



Come di consueto Paola Pivi vuole sfidare il nostro sguardo offrendo un oggetto svuotato di qualsiasi funzione pratica, sovradimensionato, instabile, temporaneo e decisamente fuori contesto. La scala rappresenta una salita non più fisica ma metaforica dello sguardo e delle emozioni del pubblico. Succede che il palazzo diviene parte dell’installazione di Paola Pivi e non viceversa, i ruoli si ribaltano e si confondono. 


Io adoro questo tipo di interventi e sono davvero curioso di vederla dal vivo! Voi?