lunedì 8 gennaio 2018

La mia intervista per Artribune

Qualche  mese fa Alessandro Guerrini, colonna portante di Open Care, mi ha chiesto di far parte dei collezionisti intervistati da Artribune. Qualcuno di voi forse avrà intercettato il risultato sul numero cartaceo di novembre, magari passeggiando fra le mostre di Artissima Torino.

Se così non fosse, da qualche giorno è online la versione digitale. Dato che in tanti mi avete scritto, riempiendomi il cuore, ne approfitto per ringraziarvi e segnalare a chi volesse leggerla che può trovarla sul sito di Artribune a questo link.

Un vero onore per questo inizio d'anno, grazie. Buon rientro a tutti.

venerdì 22 dicembre 2017

Tempo di classifiche: i 50 artisti più influenti del 2017

L'anno sta per chiudersi e come da tradizione ci piace leggere le classifiche. Ho appena letto quella stilata da MyArtGuides.com a proposito dei 50 artisti più influenti del 2017.

Come sapete io non bado molto al valore commerciale delle opere, per me ogni acquisto è un "innamoramento" irrazionale.

Su alcuni nomi però sono molto d'accordo: Damien Hirst, per la mostra sensazionale e discussa di Venezia, Theaster Gates, che è cresciuto molto e sono certo farà parlare ancora di sé.
E poi Roberto Cuoghi, per il suo intervento al Padiglione Italia, magico. In classifica c'è anche Shirin Neshat e non potrei non citarla, oltre che Chiara Fumai, per la prematura scomparsa.

E voi che ne pensate? Trovate la lista dei 50 artisti più influenti qui.

mercoledì 15 novembre 2017

Match point: Asad Raza trasforma lo studio di architettura di CLS in una partita di tennis

Vi ho già parlato del progetto dello studio di architettura CLS, quella meraviglia che ha ridato vita alla chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, ma la nuova mostra del progetto Converso ha davvero superato ogni aspettativa.

Si tratta di Untitled (plot for a dialogue) dell’artista Asad Raza, visitabile fino al 17 dicembre dal giovedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00.

La chiesa cinquecentesca, che dal 1808 non ospita più funzioni religiose in seguito alle soppressioni napoleoniche, è stata trasformata da Raza in un campo da tennis. I visitatori sono invitati a partecipare attivamente giocando una partita.

foto via converso.online
L’artista, per cui il tennis è una vera e propria passione, intende farci riflettere sulla necessità di riappropriarci del tempo per il gioco e lo svago in una società imperniata sul lavoro.

I visitatori-giocatori interagiscono attraverso il medium della palla e la trama del campo da tennis. L’apprezzamento della mostra supera dunque il livello puramente visivo-estetico e insegna ad approcciarsi in senso meditativo attraverso il fluire dei palleggi tennistici. 

mercoledì 8 novembre 2017

Palazzo Archinto rivive grazie all'arte contemporanea

foto via artribune.com
Ha aperto circa tre settimane fa la mostra AndarXporte, una nuova iniziativa di rinascita dei luoghi storici di Milano per la quale dobbiamo ringraziare l’associazione ArtCityLab, che ha messo in atto un progetto ideato da ASP Golgi-Redaelli (il palazzo era la sede dell’azienda), sostenuto da Fondazione Cariplo e Fondazione AEM.

Io non ho ancora avuto modo di vederla, ma sono molto curioso di addentrarmi fra i cortili e le stanze dello storico Palazzo Archinto per scovare gli interventi artistici contemporanei e le nuove associazioni di idee con cui un folto gruppo di artisti si è cimentato per farne rivivere gli spazi.

Porta per porta, ogni sala propone un vero e proprio viaggio nei secoli, tra interventi contemporanei e il patrimonio preesistente del Palazzo, fra cui spiccano i ritratti dei benefattori milanesi.

Il legame con la città è molto forte, essendo fra gli obiettivi primari di ArtCityLab quello di lavorare a stretto contatto e sul territorio.

Fra gli artisti coinvolti ci sono: Matteo Basilè, Fabrizio Bellomo, Maurizio Cattelan, Marco
Cingolani, Carlo Dell’Acqua, Gabriele Di Matteo, Gianluca Di Pasquale, Franko B, Ettore Favini
Robert Gligorov, Diango Hernandez, Debora Hirsch, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Vedova Mazzei, Pipilotti Rist, e molti altri.


La mostra dura fino al 1 dicembre. 

foto via artribune.com