martedì 20 marzo 2018

Un nuovo (bellissimo) spazio espositivo per l’arte contemporanea a Milano: Vistamarestudio




Adoro poter parlare di novità in termini di gallerie e iniziative nell'arte contemporanea e Milano ultimamente mi sta dando molte soddisfazioni. 

Dall’esperienza della galleria Vistamare di Benedetta Spalletti a Pescara e dalla spumeggiante Lodovica Busiri Vici, che vanta illustri esperienze da Lia Rumma e Franco Noero, nasce  a Milano Vistamarestudio.

Un nuovo spazio espositivo per l’arte contemporanea in zona Porta Venezia che si preannuncia molto interessante. Gli ambienti sono stati ristrutturati dallo studio newyorkese Space4Architecture – S4A, con una direzione volutamente rigorosa e di minimo intervento.

Il 24 marzo alle 19 ci sarà l’inaugurazione ufficiale con una mostra dell’artista americano Tom Friedman, per la prima volta in Italia dopo l’esposizione che gli dedicò Germano Celant alla Fondazione Prada.




Si tratta di una mostra sperimentale sul tema della smaterializzazione dell’oggetto tangibile in relazione a spazio e luce. il progetto comprende tredici proiezioni video installate in uno spazio illuminato a giorno. Ogni lavoro è in loop con una diversa durata accentuata da un silenzio statico, dall’immobilità, dall’apparizione di oggetti, colori e figure che, illusoriamente, confondono le nostre percezioni visive, aprendole a nuove prospettive e consapevolezze.


La mostra Ghosts and UFOs; Projections for Well-Lit Spaces sarà visibile dal 24 marzo fino al 26 maggio 2018. Non perdetela! 



lunedì 12 marzo 2018

Un incontro sul tema della contraffazione da BonelliErede


Vi segnalo volentieri un incontro sul tema a me molto caro dell’autenticità delle opere, anche perché fra gli ospiti ci sarà la mia restauratrice di fiducia Isabella Villafranca Soissons.

L’appuntamento è solo il primo di una serie organizzata da Bonelli Erede, che oltre ad affrontare temi artistici saprà offrirvi e parlarvi di ottimo vino. Il ciclo di incontri si intitola infatti Art&Wine.

Giovedì 15 marzo alle 18.00 si parlerà di contraffazione nel mondo dell’arte. Oltre a Isabella Villafranca Soissons interverrà Francesco Provenza, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza.

Parteciperanno anche Manlio Frigo, Francesco Sbisà e Silvia Stabile membri del Focus Team Arte e beni culturali di BonelliErede. Modera l'incontro Alberto Saravalle, Team Leader del Focus Team Arte e beni culturali di BonelliErede.

Ecco le info:

Vero o falso? Una questione di attribuzione
Giovedì 15 marzo dalle ore 18:00 alle ore 20:00
presso la sede di BonelliErede in via Michele Barozzi 1, Milano

Per registrazioni e maggiori informazioni potete scrivere a BonelliEredeEvents@belex.com

venerdì 23 febbraio 2018

Allora e Calzadilla al MAXXI di Roma con un progetto sul tema dell'energia


Mi incuriosisce molto il nuovo progetto di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla per il MAXXI di Roma che ha inaugurato la scorsa settimana, intitolato Blackout.
Il duo, che forse ricorderete per la mostra prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi a Milano qualche anno fa, presenta un corpus di lavori recenti incentrati sul tema dell’energia.

Attraverso il racconto di una situazione paradossale come quella di Portorico, un territorio non incorporato degli USA, gli artisti analizzano le criticità e le contraddizioni legate all’energia nella sua relazione con il potere, la ricerca, l’ambientalismo e la situazione politica globale, confermando la loro vocazione a riflettere su eventi e circostanze legate all’attualità storico-politica.



Grazie a un approccio critico e visionario, le opere di Allora & Calzadilla rileggono il presente offrendo punti di vista inediti e proponendo una nuova prospettiva sulla realtà. Il percorso espositivo è messo in stretta relazione con le opere, quasi a creare un ambiente “performativo”.

L’opera Blackout è accompagnata dalla composizione sonora mains hum (2017), realizzata dal compositore americano David Lang ed eseguita dal vivo dal gruppo vocale Voxnova Italia in date e orari precisi che potete trovare sul sito ufficiale del MAXXI.

martedì 20 febbraio 2018

Il Museion di Bolzano compie 10 anni

#10YearsOn è il titolo dell’evento che celebra i 10 anni dall’apertura del Museion di Bolzano. ON come attivo, pulsante, con proposte artistiche inconsuete, come la sede che lo ospita, disegnata dagli architetti KSV di Berlino.
Non a caso Museion ha portato, spesso in prima nazionale, le posizioni artistiche più attuali e radicali della scena contemporanea da Tatiana Trouvé a Klara Lidén, da Korakrit Arunanondchai a Lili Reynaud-Dewar fino a Francesco Vezzoli.
Il programma di festeggiamenti del 2018 rispecchia l’anima multiforme e i filoni degli ultimi anni. La stagione si apre con BODY CHECK. Martin Kippenberger – Maria Lassnig. A dieci anni dall’esposizione dell’opera di Martin Kippenberger “Zuerst die Füsse” che tanto fece scalpore, lo storico dell’arte Veit Loers rilegge il lavoro dell’artista tedesco e lo mette in connessione, per la prima volta, con una posizione femminile che ha segnato la storia dell’arte degli ultimi decenni come Maria Lassnig.


La valorizzazione della collezione, in dialogo con prestigiose raccolte internazionali pubbliche e private, continua con la mostra “Tutto. Prospettive sull’arte italiana”, in collaborazione con la Sammlung Goetz di Monaco, mentre l’attenzione ai linguaggi della scultura prosegue con la personale dell’artista svizzero John Armleder, organizzata in collaborazione con il museo il MADRE di Napoli. 

Ricchi gli appuntamenti intorno al mese del compleanno (maggio), tra cui un progetto di Olaf Nicolai e l’inaugurazione di Somatechnics, a cura di Simone Frangi. 

Tutte le informazioni sono sul sito ufficiale del Museion. 

giovedì 15 febbraio 2018

La nuova mostra di Hangar Bicocca


Prosegue il programma di mostre curato da Roberta Tenconi per Hangar Bicocca con la mostra personale di Eva Kot’átková (Praga, 1982) “The Dream Machine is Asleep” che inaugura questa sera. 

Si tratta di un progetto inedito che affianca opere esistenti a nuove produzioni, tra installazioni, sculture, oggetti fuori scala, collage e momenti performativi. 

L’idea di fondo è che il corpo umano sia una macchina, un grande organismo il cui funzionamento necessita di revisioni, rigenerazione e riposo. Il titolo si riferisce al sonno come momento in cui si creano nuove visioni e mondi paralleli.


La mostra esplora le nostre proiezioni e i pensieri più intimi, le ansie e il disorientamento del vivere contemporaneo in un percorso decisamente immersivo. In questo senso i visitatori sono invitati ad attraversare l’opera “Stomach of the World” per accedere allo spazio espositivo. Nell’ottica di Eva Kot’átková si tratta di un’allegoria del mondo, un organismo caotico che alterna processi di assimilazione famelica, a momenti di stasi, di empatia o di scontro tra i suoi abitanti, a fasi di controllo, digestione, espulsione e riciclo delle “scorie” prodotte, ovvero le fobie e gli stati d’ansia. L’opera, composta da un video presentato all’interno di un’installazione percorribile dai visitatori e a forma di stomaco, si avvale di protagonisti e immagini presi dal mondo dell’infanzia e della mitologia.

Al centro della mostra “The Dream Machine is Asleep” è l’omonima installazione, un gigantesco letto alla cui base è presente quello che l’artista definisce un ufficio per la creazione di sogni. Con questo lavoro Eva Kot’átková prosegue la sua ricerca sui sistemi che regolano la nostra vita, contrapponendo loro immagini provenienti dall’universo infantile per supplire alla mancanza o alla perdita di immaginazione.

La mostra ci accompagnerà per tutta la primavera, trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale di Hangar Bicocca.

giovedì 1 febbraio 2018

Tino Sehgal alle OGR di Torino con un progetto di Luca Cerizza.


Inaugura domani un’esperienza (chiamarla mostra sarebbe riduttivo) davvero da non perdere. Le Officine Grandi Riparazioni di Torino ospitano Tino Sehgal, con un progetto a cura di Luca Cerizza.

Ricordate quei meravigliosi interventi performativi voluti dalla Fondazione Nicola Trussardi ormai dieci anni fa alla GAM Milano? O la straordinaria performance ai Giardini della Biennale di Venezia nel 2013? Che non a caso sono valsi il Leone d’Oro all’artista anglo-tedesco…

Ora per la prima volta Sehgal torna in Italia con un progetto appositamente pensato per gli spazi delle OGR di Torino: una complessa coreografia messa in scena da più di cinquanta interpreti, pensata come un unico grande movimento in continua mutazione durante il corso della settimana. 
Da questo “sciame” di corpi, da una coreografia che presenta movimenti pensati appositamente per questa occasione, hanno origine una serie di specifiche “situazioni”. 


In questa presentazione le singole opere diventano scene o momenti, elementi che prendono forma temporaneamente in un gioco d’incontri che risponde a circostanze specifiche: il numero degli spettatori, il loro modo di interagire o il periodo del giorno in cui questi incontri avvengono.

Io non vedo l’ora di vederla, e voi? 

Fate attenzione: è aperta solo fino al 18 marzo. Più informazioni sul sito ufficiale delle Officine Grandi Riparazioni di Torino. 




mercoledì 24 gennaio 2018

Fabio Delfino racconta l'India alla Fabbrica del Vapore a Milano


Segnalo volentieri questo progetto che raccoglie di un'esperienza di volontariato in India, nel Rajastan. Come sapete è un tema a cui sono molto legato. 

Si tratta della prima mostra fotografica di Fabio Delfino, che esporrà alla Fabbrica del Vapore il frutto di un mese di lavoro, raccontando con grande emozione la realtà indiana, fra festività religiose, balli tradizionali. Molto intensi i momenti passati nelle scuole e negli orfanotrofi. 

foto courtesy Fabbrica del Vapore

La mostra si intitola Lightness e dura solo pochi giorni, dal 26 gennaio al 2 febbraio ed è stata realizzata grazie all'Associazione YearOut, che promuove il volontariato internazionale in Africa, Asia e SudAmerica. 







lunedì 22 gennaio 2018

La performance di Regina José Galindo da Prometeo Gallery a Milano


Credo sia importante non abbassare la guardia sul tema del femminicidio. Per questo vi consiglio la performance di Regina José Galindo, che da anni con grande impegno e forza comunicativa si dedica a combattere questo fenomeno attraverso l'arte. L'appuntamento è da Prometeo Gallery a Milano il 23 gennaio alle 19. La mostra andrà avanti fino al 31 marzo. 

La sua nuova performance si intitola "SOS" ed è dedicata alle donne, ma non solo. Un grido di sostegno per tutti coloro che non sono ascoltati nelle proprie richieste di aiuto. 

Il corpo dell'artista diviene invisibile, un'assenza assordante: in questo modo ci aiuta a percepire l'urgenza di una richiesta di soccorso incalzante, un messaggio che troppo spesso rimane ignorato e inascoltato. 

Foto via prometeogallery.com

Attraverso le sue performance, il corpo di Regina si manifesta come un corpo collettivo, di espressione e di denuncia della violenza e degli abusi perpetrati sulle donne nel suo paese, il Guatemala, e nel mondo. 


Se non riuscite ad assistere alla performance non perdete comunque la mostra, trovate più informazioni sul sito di Prometeo Gallery.

sabato 20 gennaio 2018

Stupido come un pittore: giovani artisti al cospetto di Valentino Vago

“Stupido come un pittore” era un vecchio modo di dire francese, preso in prestito da Marcel Duchamp per sostenere che l’arte è prima di tutto idea, concetto, ridimensionando il peso della manualità.

Le curatrici dell’omonima mostra Rossella Farinotti e Simona Squadrito lo riportano in auge per interrogarsi ironicamente sullo stato attuale della giovane pittura italiana. Fra tradizione e innovazione. 

Quella che aprirà domani 21 gennaio 2018 è solo la prima di una serie di esposizioni-ricerche, che si terranno a Villa Vertuo Masolo a Nova Milanese, poco fuori Milano (ne avevo scritto qua).



Gli interventi sono pensati appositamente per la villa dagli artisti Thomas Berra, Sebastiano Impellizzeri, Pesce Khete e Nicola Melinelli, chiamati a confrontarsi con un maestro della pittura italiana del Novecento, mancato pochi giorni fa proprio a ridosso dell’inaugurazione: Valentino Vago. 
Uno fra i padri della pittura astratta che in più di sessanta anni ha seguito la propria strada mantenendo un forte ancoraggio alla cultura italiana.


Potete vedere qualche preview in queste foto, ma consiglio fortemente una visita alla Villa. 



lunedì 15 gennaio 2018

Fondazione Furla e il Museo del Novecento per l'arte performativa

Mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio torna il connubio fra Museo del Novecento di Milano e Fondazione Furla per il terzo appuntamento di Time after Time, Space after Space.

Cinque occasioni per vivere e riflettere sulla performance, attraverso nuove produzioni o reenactment di azioni performative. Gli artisti chiamati a partecipare sono stati Alexandra Bachzetsis e Simone Forti nei mesi precedenti e saranno Paulina Olowska  e Christian Marclay nei prossimi (6 marzo e 13-14 aprile 2018).

Mercoledì sarà invece Adelita Husni-Bey ad animare le sale del Museo del Novecento e creare così un legame fra passato, presente e futuro.
Questo è infatti il concept di Time after Time, Space after Space, che concentrerà le azioni performative  in Sala Fontana. Un omaggio all’artista che ha segnato uno snodo fondamentale nel riconoscimento del valore artistico del gesto, aprendo la strada alle successive ricerche spaziali e performative. L’occasione è il cinquantesimo anniversario dalla morte di Lucio Fontana (di cui spero abbiate già visitato la mostra installativa all’HangarBicocca).



Frangente/Breaker è il titolo della performance di Adelita Husni-Bey. Vi segnalo in particolare questa fra le cinque del ciclo perché si tratterà di un momento di riflessione sulle dinamiche della percezione, sui concetti di autorità, nazionalismo e confine, che come sapete sono alcuni dei temi a me più cari. 

Il progetto rientra nella prima edizione di Furla Series che vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre ed eventi dedicati ad alcuni tra i più significativi artisti nazionali e internazionali, in collaborazione con le più importanti istituzioni d’arte italiane.

Dettaglio non secondario: l’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Potete registrarvi qui. 


Ben vengano queste collaborazioni fra privato e pubblico per la diffusione dell’arte contemporanea! 

mercoledì 10 gennaio 2018

Collezionare e Conservare: se ne parla alla Pinacoteca Agnelli il 16 gennaio

Segnalo volentieri un incontro che si terrà alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino la prossima settimana e che riguarda i temi a me più cari: il collezionismo, ça va sans dir, e la conservazione delle opere. 

Quest’ultimo è un tema ancora troppo sottovalutato, in particolare nell’arte contemporanea, ma la mia esperienza mi ha insegnato che una cura costante può garantire vita (quasi) eterna a ciò che più amiamo.

A parlarne saranno due persone che mi stanno molto a cuore. Sul tema del collezionismo interverrà Giuseppe Iannaccone, di cui ho scritto spesso nel mio blog perché è una personalità vulcanica e generosa, che spesso condivide le sue opere in prestito per mostre e la cui raccolta storica è stata già oggetto di studio ed esposizioni. Del restauro parlerà invece Isabella Villafranca Soissons, mia insostituibile alleata per il restauro e la cura della collezione, ma anche per la movimentazione di installazioni complesse.



Isabella Villafranca Soissons ha una solida formazione ed esperienza nell’arte antica, cui segue una vera folgorazione per gli aspetti gli aspetti materici, tecnici e conservativi dell’arte contemporanea sviluppata in ambito anglosassone, grazie a una lunga esperienza come conservatore a New York e Londra. 

Fin dai timidi esordi della mia collezione è stata un prezioso supporto anche per le sfide più impensabili. La sua visione è all’avanguardia e la sua preparazione in continuo aggiornamento.


Per questo motivo vi consiglio di non perdere l’incontro, e la buona notizia è che si potrà seguire anche in diretta Facebook per chi non riuscisse a essere a Torino martedì 16 gennaio alle 18.30 alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. 


lunedì 8 gennaio 2018

La mia intervista per Artribune

Qualche  mese fa Alessandro Guerrini, colonna portante di Open Care, mi ha chiesto di far parte dei collezionisti intervistati da Artribune. Qualcuno di voi forse avrà intercettato il risultato sul numero cartaceo di novembre, magari passeggiando fra le mostre di Artissima Torino.

Se così non fosse, da qualche giorno è online la versione digitale. Dato che in tanti mi avete scritto, riempiendomi il cuore, ne approfitto per ringraziarvi e segnalare a chi volesse leggerla che può trovarla sul sito di Artribune a questo link.

Un vero onore per questo inizio d'anno, grazie. Buon rientro a tutti.

venerdì 22 dicembre 2017

Tempo di classifiche: i 50 artisti più influenti del 2017

L'anno sta per chiudersi e come da tradizione ci piace leggere le classifiche. Ho appena letto quella stilata da MyArtGuides.com a proposito dei 50 artisti più influenti del 2017.

Come sapete io non bado molto al valore commerciale delle opere, per me ogni acquisto è un "innamoramento" irrazionale.

Su alcuni nomi però sono molto d'accordo: Damien Hirst, per la mostra sensazionale e discussa di Venezia, Theaster Gates, che è cresciuto molto e sono certo farà parlare ancora di sé.
E poi Roberto Cuoghi, per il suo intervento al Padiglione Italia, magico. In classifica c'è anche Shirin Neshat e non potrei non citarla, oltre che Chiara Fumai, per la prematura scomparsa.

E voi che ne pensate? Trovate la lista dei 50 artisti più influenti qui.

mercoledì 15 novembre 2017

Match point: Asad Raza trasforma lo studio di architettura di CLS in una partita di tennis

Vi ho già parlato del progetto dello studio di architettura CLS, quella meraviglia che ha ridato vita alla chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, ma la nuova mostra del progetto Converso ha davvero superato ogni aspettativa.

Si tratta di Untitled (plot for a dialogue) dell’artista Asad Raza, visitabile fino al 17 dicembre dal giovedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00.

La chiesa cinquecentesca, che dal 1808 non ospita più funzioni religiose in seguito alle soppressioni napoleoniche, è stata trasformata da Raza in un campo da tennis. I visitatori sono invitati a partecipare attivamente giocando una partita.

foto via converso.online
L’artista, per cui il tennis è una vera e propria passione, intende farci riflettere sulla necessità di riappropriarci del tempo per il gioco e lo svago in una società imperniata sul lavoro.

I visitatori-giocatori interagiscono attraverso il medium della palla e la trama del campo da tennis. L’apprezzamento della mostra supera dunque il livello puramente visivo-estetico e insegna ad approcciarsi in senso meditativo attraverso il fluire dei palleggi tennistici. 

mercoledì 8 novembre 2017

Palazzo Archinto rivive grazie all'arte contemporanea

foto via artribune.com
Ha aperto circa tre settimane fa la mostra AndarXporte, una nuova iniziativa di rinascita dei luoghi storici di Milano per la quale dobbiamo ringraziare l’associazione ArtCityLab, che ha messo in atto un progetto ideato da ASP Golgi-Redaelli (il palazzo era la sede dell’azienda), sostenuto da Fondazione Cariplo e Fondazione AEM.

Io non ho ancora avuto modo di vederla, ma sono molto curioso di addentrarmi fra i cortili e le stanze dello storico Palazzo Archinto per scovare gli interventi artistici contemporanei e le nuove associazioni di idee con cui un folto gruppo di artisti si è cimentato per farne rivivere gli spazi.

Porta per porta, ogni sala propone un vero e proprio viaggio nei secoli, tra interventi contemporanei e il patrimonio preesistente del Palazzo, fra cui spiccano i ritratti dei benefattori milanesi.

Il legame con la città è molto forte, essendo fra gli obiettivi primari di ArtCityLab quello di lavorare a stretto contatto e sul territorio.

Fra gli artisti coinvolti ci sono: Matteo Basilè, Fabrizio Bellomo, Maurizio Cattelan, Marco
Cingolani, Carlo Dell’Acqua, Gabriele Di Matteo, Gianluca Di Pasquale, Franko B, Ettore Favini
Robert Gligorov, Diango Hernandez, Debora Hirsch, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Vedova Mazzei, Pipilotti Rist, e molti altri.


La mostra dura fino al 1 dicembre. 

foto via artribune.com

giovedì 2 novembre 2017

Le novità e le certezze di Artissima 2017 a Torino

Oggi è il giorno di Artissima, guidata quest’anno per la prima volta da Ilaria Bonacossa. Riuscirà la nuova curatrice a far crescere ulteriormente la fiera torinese, confermandone il DNA avanguardista? Sulla carta pare di sì.
Le novità del 2017 si collocano prevalentemente nel solco del mondo digitale. Non mi riferisco solo alla nuova piattaforma digitale artissima.art, un vero e proprio catalogo online, la Bibbia per non perdersi niente in fiera ed extra fiera. Le novità sono anche la redazione live composta da blogger e riviste online che collaborano alla creazione di contenuti, e la social room, uno spazio dedicato a suggestioni digitali.  

Ma veniamo a quello che della fiera più ci interessa: le opere. Un’altra new entry voluta da Ilaria Bonacossa è la sezione Disegni, curata da Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon, che intende valorizzare il disegno contemporaneo come pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo. Io amo molto i disegni e che credo avrà molte sorprese da riservare. L'immagine qui sotto, un'opera di Nicolás Robbio, credo sia particolamene esplicativa. 


Restano invariate le altre sezioni, ormai marchio di fabbrica di Artissima. Oltre alla Main Section ci saranno anche quest’anno: Dialogue, New Entries, lo spazio dedicato alle pubblicazioni d’arte, Back to the Future (per la riscoperta degli anni ’80) e Present Future.

Mi incuriosisce molto anche il progetto curatoriale della Bonacossa con Vittoria Martini, intitolato Deposito d’Arte Italiana Presente, richiamando l’omonimo format espositivo degli anni ’60 voluto da Gian Enzo Sperone. Non una citazione, non un omaggio, ma il tentativo altrettanto libero e sperimentale di presentazione dell’arte contemporanea. Una narrazione dell’arte italiana a cominciare dal 1994, anno di nascita di Artissima.

Da non sotto valutare anche i talk, il cui palinsesto sarà concentrato sul ruolo del collezionismo, grazie anche alle Walkie Talkies, una serie di brevi conversazioni tra coppie di curatori e collezionisti internazionali.

Insomma, un fiera che si preannuncia rinnovata e vitale, che io purtroppo sono costretto a perdermi. Faccio però il mio più grande in bocca al lupo a Ilaria Bonacossa e aspetto a questo punto i vostri commenti. 

martedì 24 ottobre 2017

Serena Vestrucci vince (meritatamente) il Premio Cairo 2017

Queste sono le notizie che mi entusiasmano: Serena Vestrucci, giovane artista milanese che seguo da qualche anno, ha vinto il Premio Cairo 2017.

Ho scoperto Serena ormai qualche anno fa grazie alla galleria Otto Zoo e sono molto felice del suo percorso di crescita, consacrato oggi dal premio istituito ormai 18 anni fa dell’editore Urbano Cairo e da un’idea di Nuccio Madera, ex direttore di Arte. La giuria è di tutto rispetto: presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, è composta da Gabriella Belli, Bruno Corà, Claudia Dwek, Gianfranco Maraniello e Andrea Vilian.

L’opera di Serena Vestrucci che si è meritata il riconoscimento si intitola Trucco: una serie di strati di ombretto di diversi colori distesi sulla tela grezza (foto qui sotto). È stata terminata in due settimane, come specificato dalla didascalia. Un dettaglio non secondario, poiché lo scopo di Serena è quello di concentrarsi sul rapporto tra tempo e lavoro.



"Se l'attitudine dell'arte è anche l'artificio e il mostrarsi, e il suo rinnovamento avviene attraverso materiali e strumenti inusuali, l'opera Trucco, realizza efficacemente tale attitudine, trattando il quadro come la pelle di un corpo, facendo dell'opera non una rappresentazione, ma un'apparizione", ha motivato la giuria in occasione della premiazione.

Non è il primo successo per questa meritevole artista: già nel 2016 ha vinto il concorso di arte pubblica milanese Artline, disegnando i draghi delle fontanelle pubbliche (foto qui sotto), e subito dopo ha inaugurato una personale da Marsèlleria.


Grande lavoratrice, spero che la sua carriera continui sotto questa scia e, chissà, la porti a confrontarsi anche con istituzioni straniere. Sicuramente lo merita.

Se volete conoscere meglio l’opera di Serena Vestrucci potete dare un occhio al suo sito. 

venerdì 6 ottobre 2017

Aspettando Artissima: Ilaria Bonacossa da MiramART

In occasione della XIII Giornata del Contemporaneo / AMACI riprendono le attività dell’associazione MiramART di Santa Margherita Ligure. Si inizia alle 18 del 14 ottobre con un dialogo fra la neoeletta direttrice di Artisissma, Ilaria Bonacossa e il mio amico collezionista Giuseppe Iannaccone, accompagnati da Benedetta Spalletti, gallerista. Il tema è Artissima nel panorama del sistema dell’arte: un’ottima chance per avere qualche anticipazione sulla nostra fiera italiana preferita, che quest’anno attendo più che mai. 

Trovate tutte le info sul sito di AMACI. 

Il programma della giornata non finisce qui: dopo l’incontro aprirà la mostra Passengers di Luca Piola. L’artista presenterà alcune opere fotografiche tratte dalla sua ricerca sui musei internazionali, in cui indaga il rapporto tra l’uomo e questi “Spazi-Soglia” particolari. 


“Quando si entra in un museo - dice Luca Piola - si entra in un’altra realtà, in un’altra dimensione rispetto alla quotidianità della propria vita. Quando attraversi le porte del museo ogni cosa fuori diventa lontana, quasi scompare. Mi interessa cosa le persone sentono e percepiscono in questo spazio. Entrano in un museo ed è come se salissero su di un treno, diventando Passengers, passeggeri di un viaggio verso altri luoghi della mente. Li racconto in questo liquido fluire; raccolgo tracce di viaggi mentali in mezzo a brandelli di memorie”.


Non perdete questa occasione e non perdete i miei prossimi post perché l’infaticabile Iannaccone ha un’altra proposta per la Giornata del Contemporaneo. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Jani Ruscica torna da Otto Zoo con una personale

Torna questa sera da Otto Zoo con una personale uno dei miei artisti preferiti, Jani Ruscica. La mostra si intitola M for Mauve e presenta una selezione di lavori recenti che si focalizzano sul tentativo di dare forma e rappresentazione al linguaggio. Ve ne ho parlato diverse volte nel blog, anche molto tempo fa. 

Una serie di tavolette di legno intagliate raffigurano lettere antropomorfizzate: M for Mauve, S for Sepia, U for Ultramarine. La figura umana che si piega per seguire la forma e il significato del segno, mette in scena una sorta di performance dove gli elementi classici si mescolano a quelli dei fumetti, l’antropomorfo all’astratto e il gioco si carica ulteriormente di simbolico. Da ogni tavoletta viene poi creata una stampa colorata.

In mostra ci sarà anche un video, Ring Tone, che ritrae una riproduzione CGI di una menura, un uccello capace di riprodurre qualsiasi suono generato in natura.

Con una serie di quattro fotografie, Mt Rushmore, Jani Ruscica porta all’estremo il mondo virtuale di Second Life, realizzando dei colori e delle forme, controllandone la luce e il tempo.

Non perdete l’inaugurazione perché verrà messa in scena una performance, dove un ballerino di tip tap danzerà al ritmo di alcune poesie, scelte e tradotte in alfabeto morse dall’artista. Una riflessione sul silenzio, sulla censura, sul nascosto, laddove i chiodi delle scarpe per il tip tap sono sostituiti da feltro e le poesie sono trasformate in battiti e suoni non parlati.


Tutte le info sul sito ufficiale di Otto Zoo. 

martedì 19 settembre 2017

Lucio Fontana mai visto all'Hangar Bicocca

Mi auguro che i puristi del contemporaneo non storceranno il naso sentendo il nome di Lucio Fontana accostato agli spazi dell’Hangar Bicocca, perché l’evento a cui assisteremo domani è davvero unico. 
Dopo anni di ricerche d’archivio, dovuti in gran parte agli studi di Marina Pugliese e alle competenze di Barbara Ferriani, sarà finalmente possibile conoscere il lato meno noto ma altrettanto importante della poetica dell’artista del Novecento che forse più di tutti ha regalato all’arte del suo tempo, ossia gli Ambienti. 

Il duo Pugliese-Ferriani, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, aveva già restituito due grandi opere al capoluogo lombardo con la ricostruzione del grande Neon del 1951 e del Soffitto spaziale del 1956 al Museo del Novecento, inaugurato ormai sette anni fa. Ora propone in una mostra temporanea che si preannuncia immersiva e travolgente dieci degli Environments prodotti nel secondo dopoguerra e poi andati distrutti, ricostruiti filologicamente per la prima volta dopo la scomparsa dell’artista.

Lucio Fontana, Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, 1951. Tubo di cristallo con neon bianco.
© Fondazione Lucio Fontana, Milano

Gli Ambienti spaziali sono stanze e corridoi allestiti come labirinti con lampade di Wood, luci al neon o decorazioni fosforescenti che creano disorientamento percettivo e cognitivo al visitatore. Un’anticipazione teorica e pratica di quelle tendenze che si svilupparono poi negli anni Sessanta e Settanta, dall’Arte Povera, all’Arte Concettuale e alla Land Art.

Lucio Fontana, Ambiente spaziale con neon, 1967. Foto Stedelijk Museum Amsterdam.
© Fondazione Lucio Fontana Milano

Molti degli artisti che hanno esposto in Hangar Bicocca devono molto a Lucio Fontana, e non poteva esserci location migliore per permettere agli appassionati (e non) di vivere quella sperimentazione, come conferma lo stesso Vicente Todolì, co-curatore della mostra e direttore artistico dello spazio: “La ragione storica della mostra risiede nell’importanza degli “Ambienti”, un gruppo di lavori consistente e poco conosciuto, che, tuttavia, insieme ai Concetti spaziali, i cosiddetti “Buchi” e “Tagli”, rappresenta una rottura con le forme tradizionali della scultura e della pittura da parte di Fontana, anticipando le ricerche di artisti e movimenti della generazione successiva, dal Gruppo T a Yves Klein al Gruppo Zero. Esiste, inoltre, una ragione contemporanea: la ricerca sugli ‘Ambienti’ entra in dialogo con l’opera di molti artisti che hanno esposto in Pirelli HangarBicocca”.

La mostra inaugura il 20 settembre e scommetto sarà un evento unico al quale vi consiglio di non mancare. Una mostra da rivivere più volte fino al 25 febbraio 2018. 


Più informazioni sul sito ufficiale di Hangar Bicocca.