giovedì 9 luglio 2015

Avvistato Nidhal Chamekh a Milano...

Vi ricordate dell'artista tunisino Nidhal Chamekh? Ve ne avevo parlato a proposito della Biennale di Venezia 2015 perché è un artista che seguo da qualche mese, scoperto ad Arte Fiera grazie a Primo Marella e chiamato poi da Okwui Enwezor per All the World's Futures.

Ecco, ieri pare fosse a Milano, nei dintorni della Pinacoteca di Brera per studiare la mostra sul disegno, sua grande passione e talento... ma non solo! Pare lo vedremo presto in una bellissima mostra in galleria proprio qui in città... E io non vedo l'ora!

Nell'attesa continuo a seguirlo sul suo sito ufficiale perché le mostre e gli articoli su di lui si stanno moltiplicando.  Caldamente consigliato!

domenica 5 luglio 2015

La pittura è la risposta alla crisi? Fra GAM e PAC pare proprio di si

Qualche tempo fa ho segnalato la mostra estiva della GAM di Milano, che complice UBS e Francesco Bonami propone con Don’t shoot the painter! la pittura come risposta al momento di confusione dei linguaggi degli ultimi decenni. Da giovedì 9 il PAC non sarà da meno, invitando alla lettura della Cina contemporanea attraverso la sua pittura con la collettiva Jing Shen. L'atto della pittura nella Cina contemporanea. 

Personalmente la mia collezione non vede una grande presenza di artisti cinesi, perché non ho mai avuto modo di avvicinarmi in profondità a questa cultura ed è proprio per questo motivo che trovo che questa mostra avrà molti spunti da regalarmi. In cinese scrivere è dipingere, e viceversa. è il modo più profondo di riflettere e avvicinarsi al mondo dell’arte, tanto che spesso anche installazioni, performance e sculture non posso fare a meno dell’ausilio del mezzo pittorico.


Jing Shen significa consapevolezza del gesto, ma anche forza interiore. Come a dire che è nell’azione, nel gesto, appunto, che si traduce a pieno il momento della riflessione: è nel disegno, nello schizzo a matita che si concretizza la ricerca, l’atto meditativo, dalla tradizione della calligrafia fino ai nostri giorni. 

Per questo motivo vedremo al PAC tre generazioni di artisti confrontarsi e trovare il loro punto d’incontro proprio nel gesto pittorico, sia esso tradotto in veri e propri quadri oppure momento di confronto con altri linguaggi. 

Una mostra da non perdere prima di partire per le vacanze, perché chiuderà già il 6 settembre. 


giovedì 18 giugno 2015

Don’t shoot the painter! La pittura contemporanea alla GAM di Milano

Sono sempre più frequenti e fortunati gli incontri fra l’arte contemporanea e la storia dell’arte. Così ormai da un anno anche la GAM di Milano ha inaugurato la partnership con UBS per lasciare che le sue splendide sale possano tornare a vivere grazie all’intervento economico privato e non rinunciando alla contaminazione con l’arte dei nostri giorni. 

Chiusa la mostra di Medardo Rosso è arrivata ieri e continua per tutta l'estate la collettiva Don’t shoot the painter curata da Francesco Bonami che presenta oltre cento opere della UBS Art Collection. Il titolo parafrasa ironicamente la frase “don’t shoot the pianist” tipica dei saloon che compaiono nei film western. Qual è il senso? La mostra è un’antologia della pittura dagli anni Sessanta a oggi: pittura intesa come ancora di salvataggio e certezza in un periodo di confusione e commistione dei linguaggi. Proprio come la musica del pianista riporta l’ordine nel caos del saloon, il buon vecchio quadro con i suoi generi codificati, il ritratto, il paesaggio, ci rassicura. 





Gi artisti in campo sono tanti, con nomi di grande risonanza: da Baldessari a Basquiat, da Michaël Borremans ai nostri Chia, Clemente e Cucchi, passando per Gilbert & George, Katharina Grosse, Gursky, Hirst, Katz, Bharti Kher, Richter, Struth e Sugimoto. 



Insomma, una passeggiata lungo gli ultimi decenni con alcune opere da togliere il fiato e quindi un’ottima operazione per la GAM nell’estate di Expo 2015. Ma trovo che qualcosa non funzioni. L’idea di ricreare un allestimento da “camera delle meraviglie”, che quindi richiama sia il collezionismo da cui è nata la GAM, con le donazioni che le hanno dato vita,  sia quello contemporaneo di UBS, è di grande impatto. Ma le fotografie che riproducono le sale della GAM come quando ne ospitano la collezione permanente soffocano inesorabilmente le opere di Basquiat e co. creando più che un dialogo una sorta di corto circuito cronologico. Peccato. 

Non perdete ad ogni modo questa occasione e fatemi sapere se la pensate come me! 
La mostra continua fino al 4 ottobre alla GAM. 

lunedì 15 giugno 2015

L’Italia cresce nella classifica dei collezionisti mondiali di ArtNews

Si apre la settimana di ArtBasel, da sempre la fiera più solida e garanzia di qualità e ne approfitto per fare qualche considerazione su una notizia letta qualche giorno fa. Come ogni anno ArtNews ha pubblicato la classifica dei collezionisti internazionali più attivi e impegnati e… udite, udite: l’Italia non se la cava affatto male. 

Fino al 2013 solo la coppia Miuccia Prada - Patrizio Bertelli era riuscita a entrare nella top 200 di ArtNews. E il loro impegno in questi ultimi tempi ha dato meravigliosi frutti, con la Fondazione Prada di Milano come ciliegina sulla torta. Lo scorso anno finalmente anche Patrizia Sandretto e la famiglia Maramotti sono stati inclusi dagli esperti di settore nel prestigioso ranking, ma quest’anno la vera notizia è che altri tre italiani rappresentano con orgoglio la categoria. Italiane, anzi. Sì, perché il collezionismo è sempre più al femminile grazie a Ginevra Elkann, Nicoletta Fiorucci e Valeria Napoleone. Sono contento di leggere notizie di questo tipo e sfatare ogni tanto il falso mito di un'Italia povera culturalmente e non all'altezza del sistema internazionale. 


Patrizio Bertelli e Miuccia Prada - foto via artnews

Ginevra Elkann è anche molto giovane. Ovviamente deve la sua passione ai nonni Gianni e Mariella Agnelli, ma il suo impegno con la Pinacoteca Agnelli è un evidente passo avanti che dimostra la svolta verso il contemporaneo. Negli ultimi anni le mostre su collezioni private, come quella su Jean Pigozzi, Damien Hirst, Alexander von Vegesack hanno contribuito a rendere Torino una delle tappe obbligate del circuito dell'arte contemporanea.
Nicoletta Fiorucci è collezionista di lunga data, dall'arte classica è approdata all'arte povera per poi dedicarsi con grande energia all'arte contemporanea dando vita dal 2010 a un nuovo filone tutto femminile. Il suo impegno si concretizza nel Fiorucci Art Trust (che però ha sede a Londra...). 

Per Valeria Napoleone il collezionismo è una vera e propria professione, anche come mecenate di giovani promesse. 

I  miei complimenti a tutti!